Il Canto dell’Anima non è un libro sulla voce.
È un libro sull’essere.
Non propone una tecnica vocale né uno stile musicale,
non riguarda la performance, l’estetica o il giudizio. Va molto oltre
Attraverso un percorso che intreccia corpo, respiro, suono e coscienza,
queste pagine accompagnano il lettore verso una comprensione più profonda
del canto come atto di verità.
Il Canto dell’Anima nasce quando la voce non è forzata, né trattenuta. Quando il respiro scorre libero, il corpo è presente e l’ascolto è profondo. In queste condizioni, il suono non viene imposto dall’intelletto, ma emerge spontaneamente dall’interno.
Cantare l’anima significa anche riconoscere le ferite dell'anima. Ogni tensione, ogni blocco respiratorio, ogni rigidità corporea racconta una storia. Il Canto dell’Anima non cancella queste tracce, ma le accoglie e le scioglie
Questo canto non appartiene a pochi. È un diritto originario, inscritto nella struttura stessa dell’essere umano. Ogni corpo può cantare perché ogni corpo vibra. Quando il canto nasce da un ascolto sincero, diventa uno strumento di riequilibrio profondo, capace di influenzare il sistema nervoso, la postura, la percezione di sé.
Il Canto dell’Anima è, in definitiva, un ritorno. Un ritorno al corpo come strumento vivo, al respiro come guida, al suono come linguaggio primario. È il momento in cui l’essere umano si riallinea alla propria natura vibrante e riconosce, nella propria voce, l’eco della stessa forza che ha dato origine alla Terra e alla vita.
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